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Agostino e la sua Storia
Aggirandosi dove i passi toccando terra lasciano il nome che hai
Over and Over again
Peak experience

Sortilegio:

Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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Modificato da: Plasson
Quadri di: Andrea Agostini

Tutte le immagini e i testi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

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Via Macramè 2, Plasson v2.0

Il viaggio oltre il viaggio

24 Settembre, 2009 23:48 imbustato da: plasson.

Eccoci qui,

il viaggio non è finito. Siamo arrivati ma non ci siamo fermati. Sembrava incredibile, forse ci voleva la saggezza dei vecchi o dei marinai per immaginarlo, ma non ci siamo posti il problema, abbiamo puntato dritti verso quella che ci sembrava la fine del viaggio,verso la foce di quel fiume che si perdeva nel mare.

Eppure...dopo la foce, abbiamo scoperto esserci un altro viaggio pronto per noi. Un mare intero da attraversare. Per scoprire non più qualcosa al di là, ma qualcosa durante il viaggio. Il senso del viaggiare assieme.

Ed ora siamo qui,si vede ancora la costa, ma già si intravede il mare aperto, quello senza confini, senza punti di riferimento, il mare dove inventare la rotta ed il modo di navigare.

Mi sporgo oltre la prua, guardo avanti, cerco stelle da seguire...poi mi giro e guardo te, sorrido, so che non devo avere paura e non ne ho….

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Osvaldo

22 Febbraio, 2009 16:31 imbustato da: plasson.

Nell’isola di Stranalandia c’è un solo indigeno, Osvaldo. L’unità di misura spaziale è perciò l’osvaldo. Osvaldo è alto un osvaldo, un albero è alto tre osvaldi, il mare è profondo all’incirca dieci osvaldi. E così di seguito:
Per il peso: “Ho preso un pesce che era almeno due osvaldi !”
Per la temperatura: “Ieri c’erano almeno venti osvaldi all’ombra.”
Per la velocità: “L’animale più veloce di Stranalandia è il maiale volante che può fare sessanta osvaldi all’ora.”
Non essendoci altre persone sull’isola, Osvaldo si usa anche per dire “gente” (Mamma mia, che osvaldo c’era stamattina in spiaggia!).
Inoltre in lingua stranalandese:
osvaldo = amico.
nosvaldo = nemico.
chisvaldo = tipo poco chiaro.
Vedremo più avanti molte altre cose di Osvaldo.

Da Stranalandia di Stefano Benni, perchè credo che in realtà anche fuori da Stranalandia ci sia pieno di Osvaldi.

 

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Agostino e la sua Storia

30 Novembre, 2008 22:59 imbustato da: plasson.

Agostino, Agostino, Agostino…
Agostino è un uomo normale, Agostino ha un lavoro, Agostino ha una famiglia a cui vuole bene, Agostino è una brava persona. E questo è il centro e la periferia del problema.
Le brave persone con un lavoro anche questo normale come fanno a campare con una famiglia di 4, più il nonno 5 elementi? Come fanno ad avere una casa decente, anche solo in affitto, come fanno a resistere?
Le persone normali non esistono. Quello che in fondo, l’autore (grande Max, come sempre) ci vuole raccontare è forse proprio questo. Ognuno è normale a modo suo e tutti, o quasi, quelli che non scendono a patti con la propria coscienza diventano Eroi.
Gli Eroi di oggi hanno la faccia mite e l'educazione morale di Agostino. Gli eroi sono perdenti che trovano, o quanto meno cercano ostinatamente (chi mi conosce sa quanto consideri ed insegua, di persona, il senso di questo avverbio) il modo di farcela, di resistere, di inventarsi una strada, una strada difficile magari, ma una strada che porti e che renda il tutto se non bello, umanamente sopportabile.
Una strada che porti a casa.

 (Continua)

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Aggirandosi dove i passi toccando terra lasciano il nome che hai

03 Novembre, 2008 11:16 imbustato da: plasson.

Il posto segreto è segreto e quindi, di buona norma, non se ne parla.
Sabato però l'ho raggiunto, con tutte le difficoltà del caso, per adempiere ad una missione che mi è stata affidata e l'ho trovato pressoché affondato dalla mareggiata, quindi, quasi al tramonto, mi trovavo con i piedi nell'acqua ed un sorriso prevalentemente stupido segnato sulla faccia mentre il cielo, arredato di nuvole sparse dalle volontà indipendenti, decideva che colore dare all’attesa del buio.
E non credo ci fosse niente di più esatto da fare, niente.
Devo confessare che, per il momento, tutta questa perfezione mi meraviglia senza spaventarmi, così.
Ora posso tornare.

Anzi sono già tornato!

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Over and Over again

15 Ottobre, 2008 14:01 imbustato da: plasson.

Comincio a pensare che forse, alla fin fine, invecchiare davvero, vuole dire sognare la propria morte talmente tante volte da farsene una ragione.

E dormire meno.
Ed avere gli occhi segnati.

Ma anche riuscire ad essere veramente felici per le felicità altrui pur essendo attenti alle proprie.

Vedere strade e, anche senza sapere bene come raggiungerle, non avere troppa paura di perderle.

Cose Così e tante altre.

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Peak experience

25 Settembre, 2008 02:08 imbustato da: plasson.

E, ad un certo punto, fai ancora un passo, sbuffi il fiato fuori ancora una volta, magari proprio mentre il cretino sul tapis roulant di fianco a te, fa una cosa stupida come una specie di saltello per riprendere il ritmo, e tutto si fa prima buio e poi chiaro.

E’ evidente che stai per svenire, che hai portato la cosa troppo in là, che, probabilmente per la smania, stai facendo mancare sangue al cervello, ma non puoi farne a meno, decidi di andare avanti. Vai avanti perché lo sai, lo hai già provato, sai che se non sverrai, se il fisico deciderà di non avviare le procedure di shutdown, allora il buio si farà luce, la confusione si farà silenzio e resterà solo un pensiero, solo il pensiero che in quel momento vale la pena di pensare.

 


 

 (Continua)

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