Una telefonata attesa
13 Agosto, 2003 15:55 imbustato da: plasson.
Vale sempre la pena di perdere cinque minuti per leggere come si può descrivere quasi perfettamente qualcosa che prima o poi ci si è trovati o ci si troverà a vivere.
Supplica simile, passata alla prima persona singolare, l'avrà mormorata Raimundo Silva nell'atto di comporre il numero del destino, ma è stata cosí tacita che non gli si è udita sulle labbra, tremule come quelle di un adolescente, ma lui, adesso, ha altro a cui pensare, se pensa, se non è tutto, lui compreso, solo un immenso timpano dove suona e risuona lo squillo del telefono, macché squillo, il segnale elettronico, aspettando l'interruzione improvvisa della risposta, e che una voce pronunci, Pronto, oppure, Prego, forse, Hallo, forse, Chi parla, non mancano le possibilità tra le formule tradizionali e le loro varianti moderne, ma era talmente stordito Raimundo Silva che non riuscí a capire ciò che gli avevano detto, soltanto che era una donna, allora domandò, badando poco alla cortesia, C'è la dottoressa Maria Sara, no, non c'era, Chi parla, volle sapere la voce, Raimundo Silva, della casa editrice, non era proprio una verità incontrovertibile, ma serviva a semplificare l’identità, di certo non avremmo contato che si presentasse come Raimundo Benvindo Silva, revisore, che lavora a casa propria, e seppure lo facesse, uguale sarebbe la risposta, Aspetti un momento, per favore, vado a vedere se la dottoressa Maria Sara può prendere la chiamata, mai nessun momento fu così breve, Non chiuda, cambio telefono, silenzio. (Continua)
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