In memoria di Bartlebooth
20 Ottobre, 2003 15:59 imbustato da: plasson.
Sarà che alla fine ti abitui e consideri che in fondo in quel puzzle meraviglioso che Perec ti sta costruendo davanti il bello non sta nella figura che ne risulterà alla fine ma nel procedimento stesso di costruzione...
Sarà che un personaggio così non dovrebbe morire mai...
Sarà che ti riconosci, in quella voglia di non farsi male.
Sarà che alla fine ti sembra l'unico modo di vivere una vita perfetta...
Alla fine lo sai benissimo quello che sta per succedere e stai dando un'occhiata talmente ampia, come qualcuno che sappia già tutto, come qualcuno che abbia già visto il film...
lo sai già...
te lo senti...
e comunque non puoi non restare con il fiato rotto di fronte a queste parole:
E' il ventritrè di giugno millenovecentosettantacinque,
e fra un attimo saranno le otto di sera;
gli operai che sistemano l'ex camera di Morellet hanno finito la
loro giornata;
la signora de Beaumont riposa sul letto prima di pranzo;
Leon Marcia ricorda la conferenza che Jean Richepin diede nel sanatorio
in cui si trovava;
nel salotto della Signora Moreau, due gattini sazi dormono profondamente. (Continua)
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