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Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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A volte sto lì disteso di notte, sveglio, e mi chiedo:

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Allora una voce mi risponde:

" Ci vorrebbe più tempo di una sola notte... "

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Modificato da: Plasson
Quadri di: Andrea Agostini

Tutte le immagini e i testi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

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Via Macramè 2, Plasson v2.0

Cartoline da Stoccolma: Grazie

31 Dicembre, 2004 19:55 imbustato da: plasson.

Ancora l’ultimo, questo anno, l’anno scorso e quello prima ancora si allineano come i fiammiferi di un gioco per bambini. Grazie, grazie per quello che ho, grazie per quello che mi manca, grazie perché ancora non ho imparato abbastanza, grazie per questo sole che illumina una città che galleggia sul ghiaccio. Grazie per le persone che ho incontrato e che mi hanno rubato un pezzo di cuore e fatto emozionare, grazie per chi mi resta vicino da tanto tempo che non lo si ricorda più.

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Cartoline da Stoccolma: la bella e il silenzio

30 Dicembre, 2004 19:49 imbustato da: plasson.

Questa mattina sono scappato da tutti, ho preso la metro, che qui si chiama Tunnelbanana e mi fa ridere, la metro che quando dice le fermate le pronuncia in modo del tutto imprevedibile rispetto a quello che c’è scritto. Mi sono preso la città così come piace a me, a piedi, con calma, quasi perdendomi per poi ritrovarmi in un posto nuovo. E’ una città strana ma molto bella questa qui. Oggi la neve è stata sciolta da una temperatura più mite e la neve che si scioglie è sempre sporca, più della pioggia, chissà perché. Ho attraversato ponti, ponti su acqua gelata da camminarci su, ho carezzato colonne di una quasi S.Marco del Nord. Poi mi sono fermato in un bar della zona universitaria per fare colazione.

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Cartoline da Stoccolma: sole e tracce

29 Dicembre, 2004 19:46 imbustato da: plasson.

Il sole è un miracolo che dura poco, per questo forse vale di più. Quello che succede è che arriva di colpo ed il fiume, i palazzi dalle mura spesse e le guglie aguzze delle torri vengono scoperte, liberate da quel velo che è la loro naturale copertura. Si mostrano per quello che sono e poi ritornano nell’ombra.

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Cartoline da Stoccolma: fidarsi della neve

28 Dicembre, 2004 19:43 imbustato da: plasson.

Stoccolma grigia, Stoccolma senza luce, Stoccolma che conosce il ghiaccio ed il suo sottile silenzio derivato.

Mi sembri avere due anime città del nord: la prima è quella di una sofferta ricchezza, di un libero mercato che sa di nuovo, l’altra è antica e si muove lenta come faccio io per non cadere su queste strade coperte di bianco.

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Cartoline da Stoccolma: I colori del bianco

27 Dicembre, 2004 19:38 imbustato da: plasson.

Il bianco ha molti colori. Lo capisci da subito, da quando il treno, correndo oltre i duecento orari, ti porta verso la città. Il treno corre nel silenzio alzando una nuvola di neve gelata dai binari. Il silenzio è uno dei colori del bianco. Lo capisci poi dopo, camminando per le strade di un posto dove non è mai veramente giorno ma dove la notte scende improvvisa come tela pesante da palcoscenico. Le scarpe sulla neve e le loro tracce sono uno dei colori del bianco.

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Neve

18 Dicembre, 2004 19:36 imbustato da: plasson.

Mi viene da scriverti da qui, mentre fuori c'è un bel sole ma vento, vento di quelli forti, questa mattina mi sono svegliato sentendolo fischiare e ululare, faceva molto baita, una baita a ridosso del mare. Ti scrivo perché è dall'altro giorno che ogni tanto mi dico "Acc, lei, c'ha un modo per dire a che punto stiamo dell'anno ed io No. Lo voglio anche io."
Purtroppo non c'è niente da fare, io non visualizzo la mia posizione nell'anno.
Uff. Però,  però una cosa legata a Dicembre mi è venuta in mente sotto le coperte mentre ascoltavo l'uuuuuuuuu del vento, ora te la vado a raccontare.
 (Continua)

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