Per fortuna ci resta la Ginga
16 Maggio, 2006 01:03 imbustato da: plasson.
Quello che resta del calcio è l'acqua fredda nello spogliatoio, quello che resta e da cui bisogna ripartire è quello. Dai campi delle regioni, dalla III categoria (dove esiste ancora) sino alla Promozione. Il calcio vero è forse rimasto soltanto lì e a tracce nelle serie immediatamente superiori.
Il calcio è rimasto nell’acqua fredda. Nell’arbitro che, come mi è capitato, bussa allo spogliatoio della squadra che ha perso, per non destare dubbi, e chiede se può fare la doccia da loro.
Resta nelle due squadre che dopo la partita si fermano in un capannone vicino al campo a mangiare insieme la carne alla griglia. Resta nel giocatore che dopo che gli hai dato un calcio d'angolo sbagliato a suo favore, ti dice: “Guarda che ha ragione, l'ho toccata io”. Resta nell'arbitro, che gli dà la mano, chiede scusa a tutti e fa ricominciare con un rinvio dal fondo. Resta nelle volte in cui si ride, si sorride e ci si congratula con chi ha giocato meglio. Resta anche nelle volte in cui ci si incazza duramente, ma al momento di lasciare lo stadio è già finita per tutti.
Fa molto male a chi è rimasto per 15 anni nel mondo della domenica nel pallone vedere che non resta altro. Fa molto male, anche perché, in fondo, da dentro, dal basso, alcune cose le si intuivano, e altre, nel proprio piccolo, le si sapevano proprio.
Per fortuna ci resta Ronaldinho.
Per fortuna ci resta la Ginga.
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