E Snape ? Questa se permetti, ? una cosa tra me e lui ! (ma detto senza fastidio ed in modo conclusivo)
29 Giugno, 2006 01:25 imbustato da: plasson.
Anche i dinosauri, se li gratti sotto la pancia, si mettono sulla schiena per ridere meglio.
E' da questa mattina che ci penso.
Sono pure certo di aver sognato Lippi che piangeva: ora la premonizione deve essere solo interpretata.
I segni si fanno sempre più numerosi.
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Uomini come alberi
20 Giugno, 2006 01:22 imbustato da: plasson.
Il 25 Agosto del 2004, scrivevo quello che riporterò tra poco, scrivevo e finivo citando Saramago. Lo scrivevo, come al solito, per levarmelo, vigliaccamente dall'anima, scrivevo per dimenticare, non certo per ricordare. Poi succede che sabato, quasi due anni dopo, Anna ritagli un articolo, che avevo perso, per farmelo leggere, un articolo proprio del nonnetto portoghese...
Capita che io legga, e dopo qualche riga, capisca.
Capisca che, anche lui, come quel signore di cui parlavo nel 2004, sta parlando degli e agli alberi per parlare di se stesso.
E a pensarlo, mi viene da chiedermi se la saggezza non stia forse nel capire, all'ultimo, a quale albero si assomigli, senza farsene una ragione.
Quando persone profondamente diverse si trovano a parlare seriamente, vuol dire che c'è qualcosa di grave che rende l'aria difficile da respirare.
La frase con cui inizia è poco nobile, 'Siamo nella merda' ma detta in quel modo lì fa capire molte cose.
Doveva essere una tranquilla serata di fine Agosto condita da una partita da arbitrare e nobilitata da una bella cena tra le colline a ridosso del mare.
E' diventato il discorso degli alberi.
Vedi, sta malissimo ed alla fine questa cosa la so solo io questi termini.
Sta malissimo quanto ? (Lo so, mi vergogno della domanda)
Poco da vivere, comunque vada.
Gli alberi scorrevano tranquilli fuori dal finestrino mentre la macchina macinava la salita, sono stato sul punto di accendermi anche io una sigaretta più per occupare una minima parte di neuroni nell'elaborazione del movimento necessario, che per altro; lui intanto continuava a liberarsi l'anima delle nozioni mediche che gli avevano passato: precise, asettiche, inesorabili, senza sapere che per mio conto già ero costretto, da una vicinanza in pericolo, a conoscerne portata e significato.
- Ma sai qual'è la cosa incredibile ?
- Dimmela.
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Il mio mestiere preferito
09 Giugno, 2006 01:19 imbustato da: plasson.
Nonostante tutto, sto continuando a portare avanti, la mia attività creativa preferita, anche perchè, unica.
Sì, io, sono uno scrittore di libri (detto come un alcolista davanti al gruppo di recupero anonimo).
Ma non li scrivo tutti, per intero, voglio dire, troppo difficile, troppo impegnativo, ci vogliono troppa coerenza e troppa memoria, quello che faccio davvero è diverso, io immagino i libri ( completi, su questo mi dovete credere per un atto di fede [non Emilio] ) e poi gli dò un titolo.
Quello, è l'unica cosa che resta: il titolo.
Volendo semplificare, si potrebbe dire che scrivo solo il titolo, ma non è così, c'è dietro tutto un processo creativo che non mi sembra giusto svalutare.
L'aspetto positivo è che non perdo tempo dietro la mera scrittura che risulterebbe, a quel punto, quasi esclusivamente un esercizio di stile.
Tecnicamente, almeno, sono uno scrittore di libri senza corpo, quindi, comunque, uno scrittore di libri.
Che vuol dire... ci sono idee senza capo né coda, ci sono parole senza corpo, persone senza idee, persone senza parole, corpi senza niente altro, idee e molte altre cose belle che possono stare benissimo anche da sole.
Quindi, possono esistere, tranquillamente, libri come i miei.
Le ultime uscite sono state:
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Come una sigla delle trasmissioni
07 Giugno, 2006 01:14 imbustato da: plasson.
per questa settimana, è deciso, allora, io mi sveglio così, ma non nella versione di Bowie, ecco, nella versione di L'Aura
It's a god-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling "No"
And her daddy has told her to go
But her friend is nowhere to be seen
Now she walks
through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she's hooked to the silver screen
But the film is a saddening bore
For she's lived it
ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on
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Corse e rincorse
01 Giugno, 2006 01:12 imbustato da: plasson.
Quando ti ho scritto stavo camminando sotto una pioggia bellissima, a strisce, sottili e parallele, ed ero sotto un ombrello blu. Ridevo come i matti, sì, che splendore, sola e matta e felice, in un attimo felice. Mi piaceva ogni dettaglio, ogni strato d’aria mi sapeva rendere felice. Ed anche il pensiero che quello mi piacesse mi sapeva rendere felice, mi piaceva di per se. Un poco più sotto, un gradino più in giù c’era ancora tutto il male, ma io ridevo dentro al cappotto nero.
Io invece, ti ho scritto mentre fuori tutto correva veloce. Ti ho scritto un paio di pagine di parole, e poi, senza neppure rileggerle, le ho buttate via; ne ho tenuta una sola, la più stupida forse, una cosa come: ‘pozzanghera’. Tanto sapevo che ti sarebbe bastata.
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