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Sortilegio:

Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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A volte sto lì disteso di notte, sveglio, e mi chiedo:

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Allora una voce mi risponde:

" Ci vorrebbe più tempo di una sola notte... "

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Modificato da: Plasson
Quadri di: Andrea Agostini

Tutte le immagini e i testi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

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Via Macramè 2, Plasson v2.0

Pagine sporcate da dov'ero: Ma cosa vi avevamo fatto ???

31 Agosto, 2006 11:32 imbustato da: plasson.

Oggi, in macchina, riflettevo sul fatto che noi, come generazione a cavallo tra i 70’ e gli 80’ abbiamo dovuto superare molti traumi, alcuni dei quali, inaspettatamente, figli di ciò che avrebbe dovuto proteggerci di più: i cartoni animati. Del dolce e piccolo Remì è inutile parlarne proprio: sindrome da abbandono, amicizie strane, come quella con la scimmietta, vita raminga, insomma, dolore su dolore.  (Continua)

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Sogni sognati dov'ero: essere il posto che tu chiami casa

30 Agosto, 2006 11:29 imbustato da: plasson.

Essere il posto che chiami casa. Inventare. Inventare, ogni giorno, in un modo diverso, ogni giorno un modo diverso di essere casa. Sino a non averne più bisogno.

Sarà stata la cipolla oppure le spezie, o le dosi massicce di riccioli ed occhi neri, fatto sta che la notte ha portato un sogno strano, un sogno nuovo, un sogno mai sognato. Un sogno è solo quello, poco più di niente, lo so, ma quando si tratta di un sogno a colori come questo, non puoi fare finta che non ci sia stato, sembra quasi la soggettiva di una videocamera: cinema. Era tanto che non mi succedeva (da quando, nel sogno, finivo catapultato giù da un letto, da due piedini gentili, tutt'altra storia quella), provo a riassumerlo.

E’ una festa, un ricevimento, molto allegro, direi, c’è musica, buona musica, a guardarlo bene, dagli sguardi di approvazione e da qualche segnale, capisco che si tratta di un matrimonio e, cosa ancora più strana ed improbabile, che si tratta del mio matrimonio.

 (Continua)

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Pomodori, la trattoria dell'anima e cani da tartufi

18 Agosto, 2006 11:26 imbustato da: plasson.

Ok, ci siamo quasi, tra un po’ si riparte, destinazione Roma, ma sarà una tappa, non ancora il ritorno, e poi un salto su di un’isola non troppo lontana.

Prima di andare, vorrei fare un breve appunto enogastronomico su quello che mi porto via, oltre i chili i più, da questo periodo a casa. Dei pesci di ogni tipo ne ho, in qualche modo, già parlato: Orate, Acciughe, Soralli, Tonnetti, deliziosi, saporiti sopra ogni cosa, teneri e fin poco spinati.

Poi c’è da dire che ho imparato a fare la maionese fresca a mano, e vi assicuro che è un’altra cosa e che pure è particolare (citazione per pochissimi :) ) per come sa valorizzare il gusto del pesce fresco in modo mirabile.

Le verdure sono state riempite in tutti i modi, zucchine, melanzane, cipolle.

La foccaccia ha regnato, sempre più buona della mia: Umpf!

 (Continua)

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L'attesa e la magia

15 Agosto, 2006 11:20 imbustato da: plasson.

Tutto comincia con il titolo del primo capitolo THE BOY WHO LIVED, ed io, lo giuro solennemente, non ci credevo, non le davo e non mi davo nessuna possibilità, un libro in inglese e poi... Harry Potter, una roba per bambini.

L'ho fatto più che altro perchè un giorno, al mare, ho visto, con quale luce negli occhi e con quale stupore continuo lei leggeva "The half-blood Prince". Così ho deciso che dovevo provare, che fidandomi, da subito, doveva essere una storia che valeva la pena di leggere. E' passato poco più di un anno ed ho messo tutti e sei i libri alle spalle:

Harry Potter and the Philosopher's Stone

Harry Potter and the Chamber of Secrets

Harry Potter and the Prisoner of Azkaban

Harry Potter and the Goblet of Fire

Harry Potter and the Order of the Phoenix

Harry Potter and the Half-blood Prince

Come si può dire cosa c'è in una saga come questa senza mettersi lì a raccontare episodi, scene, fin frasi, che finisci per ricordarti ?

 (Continua)

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Pagine sporcate da dove sono: certezze che fanno bene

13 Agosto, 2006 11:17 imbustato da: plasson.

Quando sono qui, il confine destro dei pensieri e delle discussioni è sempre il mare. Riesce facilmente ad attirarti lo sguardo, a riempire un silenzio. Forse è per questo che quando parliamo, tra di noi di qui, ogni tanto, la parola cade e resta un vuoto che nessuno sente il bisogno di riempire. Sarà per questo che ci capita di non guardarci, mentre si parla, ma di girare entrambe le sedie e di fissare il mare, quasi che sia lui il vero interlocutore, o lo spettatore, di due monologhi alternati.

Quindi, anche quando sarò di nuovo lontano, nel caso in cui, e succederà, mi manchino le parole e mi fermi nel vuoto, fate una cosa: immaginate, per un secondo solo, il mare, probabilmente non andrete troppo lontani da quello che volevo dire.

 (Continua)

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Pagine sporcate da dov'? Paolo Rumiz: L'arcipelago delle nuvole

12 Agosto, 2006 11:11 imbustato da: plasson.

Il mio tormentone d'Agosto è sempre quello: inseguire Paolo Rumiz sulle tracce, di un qualche suo viaggio. E' sempre prendere "La Repubblica" ed avvalersi del sito per le tappe che ho perso e che indubbiamente perderò ancora.

Alcuni sono nati per raccontare storie lunghe, altri ancora per riferire storie raccontategli, certi solo per ascoltare, alcuni per percorrere strade ed essere in grado di narrarle riportando quasi l'odore ed il sapore della polvere incontrata, così è Rumiz.

Ogni tanto gli invidio la capacità di partire, quella passione per le parole che non trasuda narcisismo nè furbizia e il modo con cui riesce a far parlare le persone giuste soffiandogli la loro storia :)

L'arcipelago delle nuvole

La prima volta ad Amatrice ci vai per un'amatriciana, ovvio. Succede che nella tua locanda una materna cameriera con chignon ti sussurri un confidenziale "che je porto", sapendo perfettamente la risposta, e poi ti serva con cura d'altri tempi, sotto una gigantografia di Bartali e Coppi autografata dal primo. A me capita di avere accanto un tavolo con due poliziotti e un altro con tre operai in tuta. La gente parla a bassa voce, ha un'amabilità speciale. Del tipo: "Che li vole i pomodorini gratinati? Sò boni". Quando esco, la cameriera mi rincorre con la minerale non bevuta, perché "nun se sa mai", in viaggio "pò servì". Bella Italia.

 (Continua)

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