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Sortilegio:

Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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Pagine sporcate da dov'? Paolo Rumiz: L'arcipelago delle nuvole

12 Agosto, 2006 11:11 imbustato da: plasson.

Il mio tormentone d'Agosto è sempre quello: inseguire Paolo Rumiz sulle tracce, di un qualche suo viaggio. E' sempre prendere "La Repubblica" ed avvalersi del sito per le tappe che ho perso e che indubbiamente perderò ancora.

Alcuni sono nati per raccontare storie lunghe, altri ancora per riferire storie raccontategli, certi solo per ascoltare, alcuni per percorrere strade ed essere in grado di narrarle riportando quasi l'odore ed il sapore della polvere incontrata, così è Rumiz.

Ogni tanto gli invidio la capacità di partire, quella passione per le parole che non trasuda narcisismo nè furbizia e il modo con cui riesce a far parlare le persone giuste soffiandogli la loro storia :)

L'arcipelago delle nuvole

La prima volta ad Amatrice ci vai per un'amatriciana, ovvio. Succede che nella tua locanda una materna cameriera con chignon ti sussurri un confidenziale "che je porto", sapendo perfettamente la risposta, e poi ti serva con cura d'altri tempi, sotto una gigantografia di Bartali e Coppi autografata dal primo. A me capita di avere accanto un tavolo con due poliziotti e un altro con tre operai in tuta. La gente parla a bassa voce, ha un'amabilità speciale. Del tipo: "Che li vole i pomodorini gratinati? Sò boni". Quando esco, la cameriera mi rincorre con la minerale non bevuta, perché "nun se sa mai", in viaggio "pò servì". Bella Italia.

 (Continua)

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