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Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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Due pi? Salomone (parte seconda)

27 Febbraio, 2007 00:12 imbustato da: plasson.

Cominciava qui 

Quando smette di piovere è tutt’altra cosa, mica parlo delle cose semplici, di quelle che si vedono, parlo degli odori, noi codati ne sappiamo qualcosa. Quando smette di piovere ci sono quei pochi minuti in cui tutto stenta a riprendere il ritmo che gli è proprio, come se la vita, indecisa, si mettesse alla finestra guardando fuori, come una condomina qualsiasi, per chiedersi: “Avrà smesso davvero?” E in quel momento lì, noi animali liberi siamo i padroni assoluti, ci riprendiamo tutto quello che solitamente non ci spetta, raccogliendo odori. Poi ogni posto ha i suoi, è chiaro, la città d’asfalto dopo la pioggia è diversa dal paesino davanti al mare, che è diverso, a sua volta, dalla campagna e dalla montagna. Tutti sono diversi, ancora, a seconda delle stagioni. Voi camminanti ve li siete dimenticati gli odori, ai più cuccioli di voi nessuno spiega più queste cose, senti, questo è l’odore della primavera, ascolta, questo è il profumo dell’Inverno che sta per arrivare. Davanti alle vostre televisioni qualcuno vi racconta in maniere sempre più complicate e colorate che non esistono più le stagioni, soprattutto le mezze. Forse questo succede a voi, che le vedete solo con gli occhi e le misurate con i vestiti che vi portate addosso, per noi che ascoltiamo gli odori, le stagioni esistono ancora eccome, soprattutto dopo una pioggia breve ma intensa come questa.

Salomone, non si offenderà se lo chiameremo così anche noi, visto che ha sorriso alla ragazza con l’ombrello blu bagnata di pioggia quasi volontaria e di felicità che lo ha battezzato, è un cane, ma un cane pieno di buon senso, uno di quelli che hanno visto talmente tante cose ad altezza di naso, da saperne parecchie più di molti camminatori, Salomone un giorno asciugò, leccandole, le lacrime di una donna ferita a morte nella sua speranza scoprendo quanto possano essere salate quelle gocce di pioggia che cadono da un viso, Salomone ha visto morire alcuni dei suoi cuccioli, Salomone ha imparato a continuare a camminare, nonostante tutto, nonostante il male che fa, Salomone, vivendo da così tanto in mezzo a loro, ha imparato a leggere gli uomini, Salomone non è fedele, ignora il significato della parola, Salomone si accosta alle persone per avidità, per indagarle, per ritrovare, in alcuni di loro, quelle caratteristiche che non lo fanno scappare lontano dagli eretti, Salomone spesso ci azzecca e quando succede ride come sanno fare soltanto i cani come lui.

 (Continua)

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