Gnocchi di patate con il Tocco
27 Marzo, 2007 01:29 imbustato da: plasson.
Mi piace tanto fare il "Tocco", oggi pomeriggio (ed era sabato), mentre lo preparavo mi è arrivata nelle orecchie la voce di mia nonna che, in dialetto, con un tono che sapeva di rimbrotto ma che si portava un sorriso, uno dei suoi, dentro, così, mi ha ricordato: "Ma ce l'hai messa la maggiorana? E mi raccomando, fallo andare piano…piano".
Mi piace preparare il "Tocco", soprattutto, quando sono solo in casa come oggi, proprio per quello, perché ci vuole tempo, ci vuole pazienza e fuoco lento. Bisogna fare le cose nell'ordine giusto, con attenzione, senza preoccupazione, ma senza sbagliare, poi, ad un certo punto, bisogna mettersi lì, ed aspettare, senza distrarsi.
Bisogna saperlo aspettare, il "Tocco", bisogna ascoltarlo borbottare nel pentolino. E' tutta una questione di naso, d'occhio e orecchio, la mano c'entra poco in questo caso, nonostante sia una cosa semplice, non so se saprei spiegare come farlo e non ricordo nemmeno, quando ho cominciato ad impararlo, forse è stato proprio nella cucina di mia nonna, forse poco prima di scattarle quell'ultima foto, forse è stato lì che ho capito come si faceva, come una piccola ma preziosa, eredità, ecco, guarda, si fa così…

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