A volerlo, sarebbe potuto sembrare un sogno.
11 Giugno, 2007 10:39 imbustato da: plasson.
E mi rigiro quei due capitoli tra le mani.
Continuamente.
Li ho ricopiati, per sentire come suonano, parola per parola, ed è domenica mattina. Chissà cosa stai guardando in questo momento, vorrei saperlo, saperlo davvero, come se fosse possibile apparire per un solo istante dietro di te, seguire la direzione del tuo sguardo, e magari, ma qui sto già chiedendo troppo, da invisibile, poggiarti le mani sulle spalle, ascoltarti pensare un secondo, per poi sparire, tornare qui, seduto, perplesso, ad analizzare righe nere su fondo bianco.
Venerdì, invece, era notte fonda, non sopporto i venerdì come quello, nel tardo pomeriggio, oramai solo alla scrivania, mi ero fermato guardandomi tremare la mano sinistra, con rabbia, non sopporto i venerdì, l’ho già detto?...quando tutto si è spento, quando anche quella rabbia e quella stanchezza si sono sciolte era davvero abbastanza tardi ed io, ridicolmente vestito della mia vecchia divisa giallo fosforescente, stavo seduto sulla coda del letto, composto, come se fossi certo che qualcuno, prestissimo, dovesse entrare dalla porta della mia stanza per sorprendermi. Seduto sul letto, leggevo, a bassa voce quei due capitoli, prima il tuo e poi il mio.

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