Il talento delle Donne
30 Novembre, 2007 16:14 imbustato da: plasson.
E mentre fuori il traffico diventava delirio perchè qualcuno aveva deciso di prendere in ostaggio una città,
mentre sulla mia PlassonMobile mi dirigevo verso il coraggioso e meritato, ed emozionante ascolto di 4 ore di Opera in francese (che quando finalmente riuscirò a raccontare recensirò qui), dentro la macchina, parlando dalla radio, un'amica di vecchia data, raccontava, a modo suo, il talento delle ragazze (non è una mera questione di anagrafica), il talento delle donne, quella cosa che noi uomini non possiamo davvero capire, quello che ci tocca soltanto vagamente intuire, quella cosa che ho sempre riconosciuto e omaggiato in tutte le donne che sono e accettano di essere donne, con tutta la fatica, l'ostinazione e la bellezza che ne consegue. (Continua)
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WYWH
26 Novembre, 2007 10:53 imbustato da: plasson.
Ieri me li guardavo tutti, impegnati a mandare essemmesse, seduti uno/a per panchina a bordo laghetto, me li guardavo e mi chiedevo perché fossero lì e non in una stanza chiusa, a cosa vi servono il sole e l'aria fresca se non alzate la testa? A cosa vi serve la voce se parlate a multipli di 160 caratteri?
Se poi aspettate le risposte...
E' diventato il ritmo della vostra vita ve ne siete accorti? E' diventata una modalità. Il ritmo della vostra vita e, soprattutto, delle vostre assenze, ma vi svelo un segreto, l'essemmesse, quasi sempre, non ha peso, non ha importanza, lo dico, perché conosco alcuni professionisti del settore, uno ad esempio, durante una domenica era in grado di inviarne una cinquantina ad 'n' ragazze diverse, giocava in parallelo, puro sport, nessun interesse, era tecnica quella ed era bravo, ve l'assicuro, cavolo se era bravo, sono certo che tutte le vittime non pensassero minimamente di fare parte del gioco, erano convinte di essere le uniche, erano convinte che quella fosse realtà, che quelle fossero parole attese.
Così, tanto per fare un esempio.
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La paura di perderla tutta in una volta parlandone
21 Novembre, 2007 11:35 imbustato da: plasson.
E con la penna nera che non si distrugge e non si perde (penso sia l’unica cosa che mi porto ancora dietro dai tempi in cui si trovava nell’astuccio delle medie) ogni volta scrivo il nome nel mezzo della pagina, anche se sono certo che un motivo per cui questo non è stato fatto direttamente da Calvino deve esserci, ma non mi interessa più di tanto, ho bisogno di poter dare un nome alle cose e, nel caso specifico, alle città, anche quando sono sottili, del desiderio, dei segni, delle mancanze, delle malinconie, anche quando sono invisibili.
E questo segnare le pagine si trasforma in una cartografia dell’anima, casalinga e senza troppe pretese che sa però di scelta.
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Di nuovo a Genova
19 Novembre, 2007 13:49 imbustato da: plasson.
Per legittima difesa,
lei c'è stata e l'ha fotografata!!!!

Questo è quello che ha raccolto con gli occhi.
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Acqua da poco ritorna nuvola
14 Novembre, 2007 11:27 imbustato da: plasson.
E basta un verso di una canzone per noi che non ci lamentiamo mai,
basta anche meno a dire la verità, a quelli cui non è concesso lamentarsi,
se una mattina ti svegli che fuori piove e non c’è come quando,
se poi mentre ti prepari il tuo caffè, senza acqua che venga da una spremuta di neve e senza troppa voglia,
ti rendi improvvisamente conto che piove anche dentro,
che forse proprio per quello stanotte alle 3 e 40 ti guardavi nell'altissimo specchio del bagno sperando di vedere chissà che, sperando di vedere chissà chi.
Quello è il momento di cercare una via di fuga.
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Tu cosa stai aspettando?
08 Novembre, 2007 19:15 imbustato da: plasson.
E allora? Tu cosa stai aspettando? Così, subito dopo essermi trattenuto dal dare una risposta corretta ma priva di senso ‘Che sia troppo tardi’, dopo una frazione di secondo, mentre rispondevo che non lo so, rassicurato dal fatto che non bisogna sempre avere una risposta, stavo già pensando che, in realtà io adoro quelle come lei, io adoro chi fa le domande giuste, chi ti dà modo di cercare dentro di te una risposta, che magari in questo momento, può anche non esserci.

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