Come quando uno scrive una cosa e non sa che in fondo in fondo sta parlando anche di te
19 Agosto, 2008 00:35 imbustato da: plasson.
L'amico J.Cercas ne La donna del ritratto scrive:
Comunque, a metà pomeriggio squillò il telefono di casa mia; quando risposi, l’incredulità mi lasciò senza parole. Era Claudia.
"Tomas?" ripetè, perché io non riuscivo a rispondere.
Confesso che ero tentato di riattaccare: non per rancore, ma per confusione mentale.
"Sì" articolai infine, dopo un lungo silenzio, "Sono io, Claudia."
"Ciao, Tomas" disse lei, forse confusa quanto me. "Come stai?"
"Bene" mentii. "E tu?"
"Anch’io sto bene."
"Mi fa piacere" mentii ancora.
Ci fu un altro silenzio. Era insostenibile, così domandai: "Avevi bisogno di qualcosa?"
"No, no. Niente. Chiamavo solo per sapere come ti andavano le cose e perché, ecco, non so" esitò, "ho pensato che magari ti andava di vederci e di scambiare due chiacchiere."
Con stupefacente ingenuità credetti di scaricare oltre un mese di rancore in una sola domanda: "Tuo marito ti ha piantata un’altra volta?"
"No" rispose Claudia, eludendo tranquillamente la cattiveria che avevo cercato di propinarle, come se nulla di ciò che dicessi io potesse ferirla, o come se fosse disposta ad accettare che infierissi su di lei. "E’ solo che, insomma, in questi giorni ci ho pensato su. Sai? Credo di non essermi comportata troppo bene con te."
(Continua)
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