Agostino e la sua Storia
30 Novembre, 2008 22:59 imbustato da: plasson.Agostino, Agostino, Agostino…
Agostino è un uomo normale, Agostino ha un lavoro, Agostino ha una famiglia a cui vuole bene, Agostino è una brava persona. E questo è il centro e la periferia del problema.
Le brave persone con un lavoro anche questo normale come fanno a campare con una famiglia di 4, più il nonno 5 elementi? Come fanno ad avere una casa decente, anche solo in affitto, come fanno a resistere?
Le persone normali non esistono. Quello che in fondo, l’autore (grande Max, come sempre) ci vuole raccontare è forse proprio questo. Ognuno è normale a modo suo e tutti, o quasi, quelli che non scendono a patti con la propria coscienza diventano Eroi.
Gli Eroi di oggi hanno la faccia mite e l'educazione morale di Agostino. Gli eroi sono perdenti che trovano, o quanto meno cercano ostinatamente (chi mi conosce sa quanto consideri ed insegua, di persona, il senso di questo avverbio) il modo di farcela, di resistere, di inventarsi una strada, una strada difficile magari, ma una strada che porti e che renda il tutto se non bello, umanamente sopportabile.
Una strada che porti a casa.
Amico, tu non lo sai, ma hai fatto dire ad Agostino delle cose che sento talmente tanto mie da avvertire, immediatamente, qualcosa che assomiglia a un brivido o ad un principio di magone nel sentirle pronunciare da qualcun altro.
Io credo, infatti, che quello utilizzato da Agostino sia l'unico modo esatto di definire la parola casa (e mai come adesso lo posso dire con tanta forza) e credo anche che il discorso sulla solitudine potrei averlo scritto io, non così bene ovviamente, qualche mese fa.
Agostino è una persona, ma è soprattutto una Storia che vale la pena di raccontare perché è il simbolo di tante Storie che non fanno rumore, che non finiscono da nessuna parte ma che hanno la forza data dall'essere vere e vive. Agostino è una Storia che è come il tuffo nella vita di qualcuno e nella tua, si proprio nella tua, di te che te ne stai seduto su quella poltrona, magari di sabato sera e piano piano ti dimentichi dove ti trovi.
Rolando Ravello è semplicemente bravissimo, tiene il ritmo e l'intensità del monologo come se fosse la cosa più facile del mondo ed invece no, è complesso, per me che non ne so.. mi sembra davvero tanto difficile, ma quanti personaggi sono alla fine? Tanti. Tanti....Bravo! Ma davvero! Agostino è lui e difficilmente uno può pensare, dopo averlo visto, che esista una faccia migliore capace di dargli un volto ed un cuore.
Alessandro Mannarino e Houman Vaziri sono la musica dello spettacolo. Una musica che sta sul palco e che, come e più di altre volte, non è per nessuna ragione indifferente allo svolgimento della storia, anzi, la prende per mano e, a volte, la porta avanti in prima persona, come voce narrante, come voce cantante. Provo a farveli immaginare. Dovete pensare a Mannarino un po’ come ad un Capossela, con quella faccia lì ed anche con quel tipo di Voce lì. Immaginatelo sul palco, immaginatelo a supporto e parte di una Storia, già questo non basterebbe da solo a darvi un motivo per sedere su quella poltrona?
Vaziri, sempre per provare a farvelo vedere, è come uno sciamano dalla faccia onesta che tira fuori l'anima da un violino e da un po' di altre cose che trova attorno a se.
Come al solito ho cercato di non raccontarvi niente dello spettacolo, ma solo di farvi intuire cosa si può provare nel vederlo, nell'esserci, nel farne parte. C'è ancora tempo sino al 7 Dicembre al teatro Ambra Jovinelli, andateci, se potete, ve ne sarete grati come lo sono io a chi l'ha scritto, a chi l'ha interpretato, a chi l’ha cantato e a chi l'ha suonato.
un monologo di Massimiliano Bruno
con Rolando Ravello
Regia Lorenzo Gioielli
Alessandro Mannarino - voce/chitarra/giocattoli/percussioni
Houman Vaziri - violino e cianfrusaglie
Categorie:
Cose Cos -
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1. Inviato da Massi in data 12/03/2008 alle 13:25
che dire?... grazie
2. Inviato da Plasson in data 12/05/2008 alle 11:08
Come gi? ti dissi, grazie a te e ad Agostino! Ciaoooo :)
3. Inviato da auro in data 01/26/2009 alle 13:31
ohi - sei vivo?
a.