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Come tante altre volte, in passato, sentì quanto era difficile dare un nome a tutto ciò che gli era accaduto, quasi che ci fosse un sortilegio per cui coloro che avevano vissuto non potevano raccontare, e chi sapeva raccontare non aveva avuto in sorte di vivere.

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A volte sto lì disteso di notte, sveglio, e mi chiedo:

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Modificato da: Plasson
Quadri di: Andrea Agostini

Tutte le immagini e i testi citati appartengono ai rispettivi proprietari.

Versione:

Via Macramè 2, Plasson v2.0

L'ordine e la leggiadria

20 Marzo, 2008 16:39 imbustato da: plasson.

Lavorare i campi nella mia lingua si dice: andare alle opere. Compiere un’opera non è arare un campo, ma ararlo bene, e il bene consiste nella gratuità della dignità e della decenza. E’ arare “a regola d’arte”.  Potare a regola d’arte una vigna è gesto di bellezza, è tutta la dignità e tutta la decenza di un contadino, la sua nobiltà. Necessaria bellezza. Necessaria a vivere sapendo di non essere un animale asservito ad un lavoro infame; e utile a fruttificare, naturalmente. La Veronica e la sua figlia Anita, la partriarca e la sua vice, erano le signore dell’acqua degli orti. Erano loro che prendevano la bicicletta e andavano a comprarla a Sarzana, nella tenebrosa villa dell’autorità del Canale Lunense.

 (Continua)

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Leggilo, te ne prego

26 Dicembre, 2007 16:11 imbustato da: plasson.

Mia cara,
Avrei voluto mandarti un sms qualche secondo fa, un messaggio secco, indicativo, descrittivo di una necessità, avrei voluto scriverti qualcosa che potesse spingerti a leggere questo libro (L'eleganza del riccio) il prima possbile, ma ora, Angelo mio, mi rendo conto di quanto sia una fortuna non poterlo fare.
Sono costretto alla lunghezza, sono portato, dalla lentezza, alla riflessione, alla ricerca di un perchè.
Perchè abbandonando l'ultima pagina di un romanzo che è stato una rivelazione continua, una sorta di magia rubata, mi vieni in mente tu? La risposta è naturale e riesiede nel riconoscimento.

 (Continua)

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Il libro della Rabbia e la ricerca della fanfola perduta

17 Dicembre, 2007 18:18 imbustato da: plasson.

Sabato mattina la Kristof ha portato alla sua fine la Trilogia della città di K., o meglio, io ho finito di leggere il suo libro, lei è già da un po' che l'ha finito.
Non voglio farne una recensione e sopratutto non voglio, nemmeno per sbaglio, intaccarne la trama, non sarebbe bello e non sarebbe giusto, voglio riportare soltanto quello che ho scritto commentando il libro nella mia pagina su anobii
:

Questo libro, o meglio questi tre, è/sono davvero una specie di miracolo doloroso.
La Kristof è arrivata in fondo, in fondo ad un certo modo di scrivere, in fondo ad un sentimento o ad un dolore (poca è la differenza ai massimi livelli), è arrivata a scavare nella carne e, con coraggio, non si è voltata per tornare indietro.
Questa meraviglia, d'ora in poi, sarà per me IL 'libro della Rabbia'.

P.S. Calvino, leggendolo, secondo me, avrebbe sorriso e poi stretto i denti.
 (Continua)

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Tenco a Tempo di Tango

03 Dicembre, 2007 10:24 imbustato da: plasson.

Quando succedono cose così, non sono mai per caso.
Quando una ragazza bellissima di cui ricordi ancora il rumore dei passi sui sanpietrini ti chiede di parlarle di tango e tu lo fai, quando poi lei ti racconta che lo sta imparando, quando imprechi contro la distanza che ti impedisce se non di ballarlo con lei almeno di vederla, magari di nascosto, mentre lo fa, quando succede tutto questo e poi, tu, in un attimo, rapidissimo, di tristezza, senza vera necessità, entri in una libreria e il tuo sguardo si posa su di un libro che si intitola ‘Tenco a tempo di Tango’, non c’è casualità che tenga, è mistero buffo, quello, è sincronicità.

 (Continua)

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Non siamo tutti simili a bottiglie?

18 Luglio, 2007 10:59 imbustato da: plasson.

Non siamo tutti simili a bottiglie
ripiene di ricordi e cronicaglie?

Bistròccoli, fruschelli, filaccetti
ricolmano le pance trasparine,
fanfàggini, birìllidi, nulletti
s'asserpano in ghirlande cilestrine...

Se scuoti la bottiglia sgrengoluta
risorgono megoni e gastrifèmi,
rispuntano tra mèmmola grognuta
nascosti vercigogni e schifilemi.

Talvolta vedi invece lumigenti
miriàgoli, trigèridi, fernuschi,
e piangi su gavati struggimenti
finiti coi patassi tra i rifiuschi.

 (Continua)

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Resistenza e Rivoluzione (Gomorra di R. Saviano)

04 Giugno, 2007 10:35 imbustato da: plasson.

Questo è un libro Necessario.

Come un’urgenza.

La sua necessità e la sua urgenza, non derivano dal parlare della camorra in termini concreti, giornalistici, derivano dal fatto che disegnando il funzionamento di quest’organizzazione criminale, Saviano fa di più, coscientemente, mette a nudo il modo di vivere e la scala di valori dominanti. Dà un senso nuovo e concreto a due parole quasi perdute: Resistenza e Rivoluzione.

Purtroppo, inutilmente.

Gli scaricò addosso il caricatore e poi ritornò in sella allo scooter:

“Tutto a posto? Hai Fatto?”

“Sì, ho fatto vai vai vai...”

Vicino al bar c’era un gruppo di ragazze, si stavano organizzando per il ferragosto. Appena videro arrivare il ragazzo di corsa capirono subito, non avevano confuso il rumore di un’automatica con quello dei petardi. Tutte si sdraiarono con il viso per terra, temendo di essere viste dal killer e quindi poter diventare dei testimoni. Ma una non abbassò lo sguardo.  (Continua)

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