Entro ed esco dal casino


Una (?) vita BorderLine

La vera nobiltà

Published on 05/21,2008

Sono le due di notte mentre giro la chiave per chiudere bene il miocastello; può non darne l'impressione perché è un castello particolare,questo, senza torri o ponti o guardie, solo una porta e quattro tavoli e un bancone. Può sembrare strano a chinon mi conosce ma ti posso giurare sui miei figli (non si giura mai suifigli) che io lì dentro sono una vera regina. Decido chi entra e chino, chi mangia e quanto beve, quale musica ascolterà e soprattutto ilsuo umore. Ti pare che esistano cose più importanti? Se c'è qualcosa dicui puoi stare certo, te lo giuro sui miei figli (non si giura mai suifigli) è che so già che espressione avrai quando prenderai la porta ete ne andrai, ovviamente solo quando io deciderò che è per te ora difarlo.  Mi dispiace non averti conosciuto prima, se no ti avreiinvitato stasera al mio compleanno, magari ci si stringeva un po' ma nonè un problema stare stretti nel mio piccolo regno. Tu che lavoro fai?Te lo chiedo ora perché devi sapere che quando verrai a trovarmi nonavrà più alcuna importanza; dove comando io il tuo lavoro diventa soloun possibile soprannome perché lì il tuo titolo non ti darà niente dipiù o di meno di quanto avranno tutti gli altri presenti: i mieibicchieri pieni di vino, i miei sorrisi e le mie storie. Ah, devoavvertirti che non riceverai molti complimenti, no. Mi piace far starein allegria i miei sudditi e la mia qualità di sovrana incontrastata mipermette di farlo usando frasi diciamo, ecco, colorite: chi è tantonobile da non scandalizzarsi a volte mi fa da spalla e riceve la miapiù somma benevolenza insieme a titoli di vario genere conditianch'essi di un pizzico di regale volgarità. Ho già detto che decido iochi può entrare: l'imbarazzo e la vergogna non sono ammessi! Dovreimettere fuori un cartello, ma rovinerei l'effetto sorpresa sui nuoviclienti nonché gran parte del mio personale divertimento. Da me ridonotutti e a maggior ragione dovrò pure divertirmi io, che sono la regina,non ti pare? Pur avendo un discreto repertorio, ovviamente io conoscogià tutte le mie storie e allora vuoi sapere qual'è per me la fonte ditanta ilarità? I volti di chi mi ascolta, soprattutto di chi lo fa perla prima volta. Da tempo ho imparato a leggere anche dietro le mascherepiù dure: nel susseguirsi delle espressioni che fanno da scenografia almio spettacolo, c'è sempre un attimo preciso che sto ben attenta a nonfarmi sfuggire e che nei volti nuovi è più facile da cogliere perché lereazioni sono esasperate dall'inesperienza; mentre regalmente offro lemie ruvide perle di saggezza e comicità popolare, la confusione si trasforma inincredulità, poi il sorriso si allarga e ecco che scoppiano le risate. Io allora facciouna breve pausa ed è quello il momento preciso in cui riesco a vedere e farmia l'unica cosa di cui ancora non ho smesso di sentire il bisogno,dopo tutto quello che mi ha fin'ora riservato questa triste sorte daimmigrata abbandonata dal marito in terra straniera con tre figli(ricordati:non si giura sui figli). Questa cosa è il rispetto; quandolo vedo lo afferro al volo e sto bene attenta a non farmelo scappare.Lo lascio in un angolo e a fine serata me lo riguardo appagata, poisistemo i tavoli ed esco, chiudendo bene la porta per non farloscappare più.


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