Un poeta di nome Alfredo
Si fermò sul limitare di una vigna. Una vigna al livello del mare...più ci pensava e più gli pareva strano, ‘come se la caveranno con la salsedine?’ non diceva. Proprio mentre era perso, fuggiasco dei pensieri oltre che della ‘Casa’, lo vide Alfredo, Alfredo va immaginato così: un omone che assomiglia ad un gigantesco cubo, un cubo con i baffi, più lo guardi e più ti aspetti che invece di camminare ruoti. C'è anche, chi, da sempre, cerca di contare i bottoni per riconoscere le facce. Alfredo.
Alfredo è un poeta. Poeta sconosciuto ed inconoscibile. Nel paese è noto per le sue bestemmie creative, pare che in un giorno di grazia sia riuscito ad abbinare alla divinità tutti e tre i regni: animale, vegetale e minerale, in un sol colpo. Nessuno conosce le sue poesie, le compone da ubriaco o, a volte, quando il cuore gli diventa troppo pesante. Alfredo Guarda Gabriele, Gabriele guarda Alfredo. E Alfredo ... bofonchia un’imprecazione.
Gabriele non dice niente. Ma ad un certo momento si piega e spezza un grappolo d'uva maturo in modo perfetto, come solo mani esperte sanno fare. Alfredo si zittisce e nella sua testa si compone un verso ‘Si muove come imprigionato in una bolla di silenzio e le sue mani parlano per lui’.
E' passata mezzo'ora e dopo un pippone fiume di Alfredo su quello che, come bracciante per la prossima vendemmia, potrà fare e non fare, su dove potrà dormire e cosa mangiare. Gabriele sorseggia un bicchiere di Rosso quasi frizzante con una strana sensazione addosso.
Qualche giorno dopo Alfredo, seduto sulla tazza del cesso darà il meglio di se. Unendo la più profonda e naturale bestialità alla più alta ed angelica virtù componendo:
Voglio essere ricordato – Annoterà nella sua testa
ma non voglio essere ricordato da morto,
a quel punto il ricordo non mi servirà più e sarà,
naturalmente, destinato alla dissoluzione ed alla dimenticanza, nel peggiore dei casi, sarà fonte di rimorso.
Voglio essere ricordato da vivo.
Vorrei che mi fossero date, ogni tanto almeno, a tradimento, tenerezza, carezze ed attenzione.
Vorrei che qualcuno indugiasse oltre le mie apparenze.
Mi piacerebbe smetterla di fare il duro, piantarla anche con le bestemmie per una volta tanto, vorrei sedermi nuovamente di fronte a qualcuno, con un bicchiere del mio vino in mano, e sentirmi domandare con voce sincera, con consapevole preparazione al silenzio, con la capacità di scardinarmi: ‘Tu, come stai??’
Dovremmo ricordare chi amiamo da vivi.
Dovremmo dare attenzione e tenere le mani a chi riteniamo lo meriti, prima che sia tardi.
Gabriele nel frattempo attraverserà la vigna a passi svelti, si piegherà su di una foglia come obbedendo ad un richiamo, farà salire la coccinella Lella sul suo dito indice e poi la slancierà verso l'alto, facendola volare.