Entro ed esco dal casino


Una (?) vita BorderLine

Dove sono finito?

23:31, 01/27,2009

Dove sono finito?

Sono nei suoi occhi quando ridono, sono nell'acqua calda che le sfoglia la pelle e le scioglie i pensieri, sono nel respiro corto, sono nelle sue lacrime che restano asciutte per non spaventarmi, sono nella mia mano che accarezza la sua guancia, sono nel rumore delle pagine che leggiamo assieme, sono nelle sue labbra che baciano la mia mano, sono nella voce che trema, sono nel caldo, sono nella preoccupazione, sono nelle dita che stringono dita, sono nel futuro, sono nel mancante di questo presente, sono nelle parole che hanno smesso di essere scritte, che hanno smesso di essere non dette per diventare il mio regalo continuo per Lei.

Ecco dove sarò finito alla fine della storia.


 

Parole Crociate ai confini del Caos

16:23, 12/08,2008

 

1 Verticale: "Celeberrimo Porco di 3 lettere".


Ecco Alfredo ed ecco il suo trattore, l'attività creativa nella quale si sta cimentando ad alta voce, è ben conosciuta, anche in paese, con il nome Crucivemmione, un simpatico accozzarsi di due parole in una: Cruciverba e Bestemmione.
Poco lontano Gabriele alza la testa, sorride, la scuote e si china nuovamente verso il grappolo che sta staccando, più passa il tempo e più gli sembra di capire in che cosa consista lo strano riconoscimento reciproco che lo ha portato a lavorare per Alfredo e che ha portato Alfredo a parlargli a cuore aperto, al di là delle bestemmie, come non è solito fare mai.
Sono due fuggiaschi, tecnicamente, almeno in questo momento, immobili.
Entrambi fuggono da loro stessi, perché non sanno come affrontare ciò che gli fa paura.

 Underwater (Continua)


 

Come Treni

00:30, 10/08,2008
Corre, questo treno corre, questo treno soccorre e soprattutto scorre, scorre via come acqua volata da una cascata, come acqua che cancella per forza di frizione, come una sorta di lenta violenza che non ha niente a che fare con la pulizia, una cosa senza rimedio, ma finita, con una dimensione nello spazio (600 Km) e nel tempo (7 ore, circa, una dimensione variabile: una variabile funzione di altre variabili, più o meno vincolate).

E mentre il treno fa quello che deve fare, scorrere, correre, soccorrere, io trovo il tempo per pensare, trovo il tempo di ordinare in testa le parole, trovo il tempo per farle suonare, stupendomene come se sentissi per la prima volta il ritornello di un esercizio al pianoforte molto semplice o come il suono di una parola calda … come Casa o Ritorno.

Ritrovo il tempo di scrivere.

 

Corre scorre e soccorre
 (Continua)

 

Un poeta di nome Alfredo

00:46, 06/26,2008

Si fermò sul limitare di una vigna. Una vigna al livello del mare...più ci pensava e più gli pareva strano, ‘come se la caveranno con la salsedine?’ non diceva. Proprio mentre era perso, fuggiasco dei pensieri oltre che della ‘Casa’, lo vide Alfredo, Alfredo va immaginato così: un omone che assomiglia ad un gigantesco cubo, un cubo con i baffi, più lo guardi e più ti aspetti che invece di camminare ruoti. C'è anche, chi, da sempre, cerca di contare i bottoni per riconoscere le facce. Alfredo.
Alfredo è un poeta. Poeta sconosciuto ed inconoscibile. Nel paese è noto per le sue bestemmie creative, pare che in un giorno di grazia sia riuscito ad abbinare alla divinità tutti e tre i regni: animale, vegetale e minerale, in un sol colpo. Nessuno conosce le sue poesie, le compone da ubriaco o, a volte, quando il cuore gli diventa troppo pesante. Alfredo Guarda Gabriele, Gabriele guarda Alfredo. E Alfredo ... bofonchia un’imprecazione.

 (Continua)


 

Sarebbe bello se ci fosse qualcuno ad aspettarlo

22:51, 05/26,2008

- Potete scendere, le regole le conoscete: Ci fidiamo di Voi! Non allontanatevi troppo, alle quattro dovete essere tutti qui.

Aveva sempre funzionato, nessun problema con questi, non sono i furiosi.
Ognuno di noi, sì, noi infermieri compresi, è alla ‘casa’ perché qualcosa, dentro, si è rotto. Le cose sarebbero potute andare diversamente, non c’è molta differenza, loro sono ‘quasi’ normali, a volte, più normali degli altri, più normali di me.
Gabriele, ad esempio, ha occhi profondi, affetti ed azioni coerenti. Semplicemente Gabriele non parla, ma non posso essere certo che non abbia ragione lui, visto che pare a tutti evidente come questa sia una sua libera scelta. 
Nessuna reazione traumatica o cose simili, ma cosa ne posso sapere, io, che in fondo sono solo un infermiere di nome Ermete. Queste cose non sono tenuto a conoscerle, ma, nonostante ciò, sono convinto che il silenzio sia una sua scelta.

- Ermete, non ho intenzione di tornare oggi, perdonami amico, tu sei una brava persona, io non più.

 (Continua)


 

Ginestre e Papaveri

15:17, 05/17,2008

Ginestre e Papaveri Rossi scorrono come macchie al di là del finestrino.
Giallo, niente, verde, niente ed infine Rosso.
Uno potrebbe anche non parlare mai, uno potrebbe, semplicemente, restare lì a guardare e non sarebbe neanche poi troppo strano. Forse per quello li accompagnano in giro.
Invece, quello che lui pensa e non dice è questo:
Io vorrei parlare di Brontolo, cioè, dell’idea di Brontolo, di quello che c’è dietro.
Bisogna immaginare per bene la situazione. Tu sei lì, e la tua vita non è poi malaccio, sì: lavori in miniera tutto il santo giorno, ti spacchi in quattro dalla fatica, ma, nonostante questo, tiri avanti, hai un tetto sulla testa e la mattina trovi la forza di canticchiare.
Il mondo di Brontolo non è un mondo tanto lontano.
Poi un giorno succede qualcosa e la tua vita cambia. E tu non puoi farci nulla, il cambiamento ti è capitato addosso, anche se non lo volevi, per di più tutti quelli che ti stanno intorno sembrano felici di questo cambiamento.. e tu? Nessuno ti ha neppure chiesto se fossi d’accordo.
Ed allora che faccia fai?

 (Continua)


 

Oltre ogni ragionevole dubb io

19:08, 05/14,2008

Oltre ogni ragionevole dubbio.

Mi ha sempre fatto impazzire (ironia facile) come formula, anche metricamente, voglio dire: suona bene.

Suona come dovrebbero suonare sempre le frasi conclusive, quindi mi sembra giusto partire da lì.

Perché io non ci credo, cioè, forse è proprio quello il problema, ma confesso di non credere che possa esistere alcunché al là di un ragionevole dubbio. Anche perché il dubbio a volte non è niente affatto ragionevole e le cose, a ben guardare, sfuggono spesso la logica come l’olio fa con l’acqua. Perchè IO, nelle cose ci credo: IO.

 (Continua)